Edizione 2009

Il Festival della  Lentezza nasce quasi per caso, verso la fine del 2008, in una serata tra amici in un periodo un pò troppo frenetico.
Perchè non fermarsi e ragionare assieme su “cose lente”?

E’ così che prende avvio nel 2009 la prima edizione, che segna la traccia per quelle  future, pensata come un collettore di AppuntaLenti, una serie di momenti che potessero consentire di sviluppare un contesto di aggregazione
e condivisione tra le diverse fasce d’età della cittadinanza.

Questo il programma della prima edizione:
1) Lentezza… in Viaggio
Il viaggio visto come incontro tra culture e popoli diversi, inteso come uno scambio relazionale che diventa momento di arricchimento da ambo le parti.
Ne abbiamo parlato con don Romano Frigo (parroco di Cervarese Santa Croce – Padova; pubblica nel 2009 per Ediciclo “Ora et pedala. Cicloriflessioni di un curato di campagna”) e con Emilio Rigatti (scrittore, gran consumatore di ruote di bicicletta, giornalista dell’Unità e insegnante da 26 anni).

2) Lentezza: una scelta di Vita
La lentezza vista da chi l’ha scelta come professione, da chi impiega giorni di scalata per compiere solo alcune centinaia di metri, da chi attraverso questa pratica è arrivato a conoscere sempre meglio se stesso oltre all’ambiente circostante.
Abbiamo incontrato Fausto De Stefani, uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi.

3) Lentezza in note
Selvazzano è stata protagonista di una indimenticabile serata con il Bermuda Acustic Trio: da più di dieci anni sulla scena musicale italiana, con oltre 2000 concerti in tutta Italia e all’estero (Germania, Francia, Svizzera, Austria) e più di 25000 CD venduti nei loro show e tutto ciò senza avere nessun contratto discografico.

4) Lentezza come Impresa
La lentezza come scenario di grandi imprese, ma anche come l’ideale compagna di avventura. Lentezza e silenzio: due componenti essenziali per approfondire un rapporto o meglio il rapporto… quello con se stessi e con la propria esistenza.
Ne abbiamo parlato con Alex Bellini protagonista di numerose avventure sportive, ultima delle quali la traversata del Pacifico, conclusa il 13 dicembre 2008 dopo 18mila chilometri di navigazione e 294 giorni in mare aperto, da solo.

5) Lentezza come sostenibilità
Il livello di astrazione del concetto di lentezza diventa via via più evidente ponendo al centro del dibattito l’uomo inteso come “animale sociale”. Vivere con lentezza porta a riconoscere l’altro come un fine e mai come un mezzo, da qui nasce la considerazione che è fondamentale prendere in esame non solo una sostenibilità ambientale, ma anche e soprattutto umana.
La serata è stata dedicata al tema dell’acqua.
Abbiamo incontrato Luca Martinelli, redattore della rivista Altreconomia ed autore della “Piccola guida al consumo critico dell’acqua”,Terre di Mezzoeditore, e  con Emilio Molinari, presidente del Comitato Italiano del Contratto Mondiale dell’Acqua.

6) Lentezza come decrescita
La decrescita vista come una risposta economica, necessaria ed opportuna, rispetto alla frenesia della contemporaneità. Decrescita come una sorta di scommessa e allo stesso tempo di provocazione che però vale la pena di essere tentata.
L’ospite dell’ultima serata del Festival è stato un personaggio di indubbio valore internazionale come Serge Latouche, economista e filosofo francese, uno degli animatori de La Revue du MAUSS, presidente dell’associazione La ligne d’horizon e professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’Institut d’études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi.

7) Slow Day
Sfruttando la spettacolare ansa del fiume Bacchiglione, bene d’inestimabile valore del nostro territorio, siamo riusciti nel corso di una intera domenica a far vivere a tutti i presenti un sincero contatto con la ricchezza ambientale di Selvazzano proponendo, al contempo, alcuni esempi di sostenibilità ambientale gestiti da importanti realtà locali.
Ecco il nesso logico che ha tenuto insieme, in una splendida giornata di sole, i prodotti agricoli a chilometro zero della Coldiretti, le escursioni a dorso d’asino piuttosto che le canoe, che per tutta la giornata, hanno offerto, gratuitamente, ai più piccoli l’occasione di entrare in contatto con una sorprendente quanto inaspettata “Selvazzano terra di acqua”!

Scarica il depliant 2009

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